Rivista il mulino

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LAVORO
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Gianpiero Dalla Zuanna, 06 February 2017

L'altra sera, di passaggio per Firenze, sono andato a mangiarmi un gelato a Santa Maria Novella, in una delle piazze più belle del mondo. Ho attaccato discorso con il gelataio. È titolare da quarant’anni, e gestisce la gelateria assieme alla moglie e alla figlia. Nei mesi dormienti (da novembre a marzo) in tre sono sufficienti

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Storie della morte da amianto in Italia sul lavoro
Bruno Simili, 01 February 2017

Racconta Marco Revelli nel suo viaggio eretico nell’Italia che cambia (Non ti riconosco, Einaudi, 2016) di quando si trova ad attraversare, verso i territori del «Far East», la cosiddetta «BreBeMi», la nuova autostrada ignorata da chi deve spostarsi in quei sessanta chilometri di Lombardia da Ovest a Est e viceversa

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Aspettando il pronunciamento della Consulta in merito ai referendum abrogativi su voucher, appalti e licenziamento illegittimo
Silvia Borelli, 04 January 2017

Il 9 aprile dello scorso anno la Cgil ha iniziato la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare «Carta dei Diritti Universali del Lavoro ovvero nuovo Statuto di tutte le Lavoratrici e di tutti i Lavoratori», e per tre quesiti referendari.

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Gianfranco Viesti, 23 December 2016

La vertenza Almaviva, pur così rilevante nella sua dimensione occupazionale, è solo la punta di un iceberg. È un esempio delle difficoltà della nostra società, e in genere di molte società europee e dei Paesi avanzati, a garantire un lavoro stabile, con una retribuzione decente, a tanti suoi cittadini.

Sul perché questo accada ci sono state molte riflessioni negli ultimi anni. È il frutto di strategie di decentramento verso Paesi a costo del lavoro molto più basso di tanti segmenti di attività produttive che possono essere realizzate a distanza; fenomeno che, ci dicono le ultime rilevazioni, sta crescendo meno che in passato ma che rimane molto ampio. È l’effetto sul mercato del lavoro di innovazioni tecnologiche che, in molte mansioni ripetitive, standardizzabili, consentono di sostituire le nuove, avanzate, macchine all’uomo; così che si può risparmiare, e molto, dall’applicazione di tecnologie a base digitale nella produzione di beni e nell’erogazione di servizi.

Ma è anche la ricaduta di grandi scelte politiche, in corso da un trentennio circa. La massima libertà del movimento dei capitali all’interno dell’Europa, e nel mondo, fa sì che essi riescano sempre più e meglio a sfuggire alla tassazione

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Anna Soru, 21 December 2016

Il voucher, complice una certa superficialità dei media, è diventato l’emblema della precarizzazione: qualcosa da eliminare a tutti i costi, senza se e senza ma. Come l’olio di palma.

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