Rivista il mulino

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GOVERNO
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Il Partito democratico, le mozioni congressuali, i congressi di circolo
Michele Salvati, 27 February 2017

Nessuna riflessione approfondita, per ora, sulla vicenda che è all’origine del congresso e della scissione, la sconfitta del referendum e la sentenza della Consulta. Una vicenda che segnerà una cesura importante nella storia del nostro Paese, che da più di vent’anni sembrava avviato verso un sistema maggioritario e a più forte governabilità. All’interno di questa vicenda maggiore si colloca quella minore della scissione: il congresso doveva servire a disinnescarla e pare invece che l’abbia accelerata. Ci sono scissioni che hanno una giustificazione storica profonda e questa non ce l’ha, come i migliori commentatori – D’Alimonte, Sabbatucci, Campi e altri – hanno subito sottolineato. Intanto, però, la macchina congressuale è partita e, per il bene del Paese ancor più che per quello del partito (…al bene del Pd un cittadino ha tutto il diritto a essere indifferente), credo sia utile che la macchina funzioni bene.

Che cosa vuol dire «funzionare bene»? Dal punto di vista della teoria democratica vuol dire che prima agli iscritti, nei circoli, e poi all’insieme di iscritti e simpatizzanti, nella cosiddetta primaria finale, vengano presentate mozioni congressuali da parte dei concorrenti alla segreteria il più possibile chiare, oneste ed esaurienti, in modo che il congresso funzioni anche come una buona palestra di educazione politica. Coloro che escono dal partito ovviamente non possono candidarsi e presentare mozioni, ma l’Assemblea nazionale ha mostrato con chiarezza che tra coloro che rimarranno ci sono autorevoli dirigenti che presenteranno tesi e argomenti assai simili a quelli che avrebbero presentato i fuoriusciti

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La governabilità e la possibilità di andare avanti con le riforme dopo la sentenza della Consulta
Michele Salvati, 27 January 2017

La situazione politica italiana lascia poche speranze a chi crede che, nelle attuali democrazie, agli elettori debbano essere prospettate alternative semplici e chiare. Una persona simbolo – un candidato presidente del Consiglio – è solo uno dei modi in cui queste alternative possono essere rappresentate

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Michele Salvati, 19 January 2017

Dopo qualche considerazione personale sulle reazioni di Renzi e dei suoi collaboratori alla sconfitta referendaria, Gianfranco Pasquino ci spiega come devono avvenire i mutamenti di governo a norma di Costituzione e di prassi politiche consolidate.

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Gianfranco Pasquino, 19 January 2017

La popolarità del governo Gentiloni sembra leggermente in crescita, ma il suo futuro continua a essere oscuro. Tutti i retroscenisti, ma anche troppi commentatori orfani di Renzi, sondano le intenzioni dell’ex capo del governo,

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A questo punto occorre rassegnarsi a una coalizione riformista contro i populismi
Michele Salvati, 09 January 2017

Sopravvalutare il significato e le ripercussioni del voto negativo sul referendum costituzionale è difficile: l’intera prospettiva politica che aveva sorretto l’azione del governo Renzi rischia di frantumarsi contro il responso delle urne e per ora l’incertezza regna sovrana. 

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