Rivista il mulino

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Culture
Perché Sanremo è Sanremo
, February 15, 2016

“Di solito non la guardo, ma devo proprio dire che…”. Una frase che è un grande classico quando parliamo di televisione, a rimarcare una distanza vera o presunta da un medium che ancora, a distanza di più di sessant’anni, ci sembra spesso banale, volgare, “deficiente”. E una premessa che diventa ancor più necessaria la settimana di Sanremo, quel breve periodo a febbraio in cui anche i più insospettabili capitolano e (fosse solo perché molto del resto si ferma) sostano anche soltanto per cinque minuti davanti all’apparecchio tv (o alle clip su YouTube)

Il ruolo degli intellettuali nella società attuale
Nessun uomo è un'isola
, February 4, 2016

Quale sia il ruolo degli intellettuali nella società è un problema di cui ciclicamente si torna a discutere, più o meno polemicamente. Se ne è parlato in occasione del processo intentato a Erri De Luca, dopo i suoi inviti a «sabotare» la Tav. I tragici fatti di Parigi hanno riportato al centro dell’attenzione Oriana Fallaci, già oggetto di furibonde polemiche nel 2001.

Per una terapia psicanalitica del fenomeno Isis
Se l’islamismo è una nevrosi
, February 1, 2016

La sconfitta del fondamentalismo di matrice islamista potrebbe non dipendere dall’azione degli eserciti o dalle mediazioni di qualche diplomatico, ma dalle considerazioni di un analista svizzero di inizio Novecento. Più precisamente, di Carl Gustav Jung: allievo di Freud e padre di una delle teorie psicanalitiche più ricche e fortunate. La tesi può sembrare provocatoria, ma merita attenzione.

Arte e anarchia ai Musei Capitolini
, January 29, 2016

In questi giorni sta facendo il giro del mondo la notizia che si sono chiuse entro casse di legno alcune statue classiche di figure ignude per non offendere il presidente dell’Iran, Hassan Rohani, durante una sua visita ai Musei Capitolini. Un fatto certamente irrituale, che riporta alla mente uno storico saggio di Edgar Wind, Arte e anarchia, e il suo parlare d’un qualcosa che, in Occidente, si va sempre più dimenticando. Cioè che per millenni l’incontenibile forza dell’arte è stata una faccenda socialmente scomoda, anzi pericolosa. 

La Shoah e lo stupefacente cinema di László Nemes
Rappresentare l’irrappresentabile
, January 27, 2016

Di fronte a ogni racconto della Shoah, il pensiero corre inevitabilmente alla tesi formulata nel 1949 da Adorno, quella per cui ogni forma di poesia sarebbe stata, da quel momento, un atto di barbarie. Nonostante negli anni sia stata variamente riformulata e riveduta anche grazie al confronto con chi, come il poeta rumeno Paul Celan, il diritto e la necessità di dire l’orrore lo ha rivendicato con forza, la riflessione di Adorno non ha smesso di risuonare con la propria enigmatica radicalità,