Rivista il mulino

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Culture
Nella rete di Facebook
, April 29, 2011

Sono entrato attivamente nel social network più diffuso nel mondo solo di recente, per motivi di lavoro. Dopo avere sentito parlare (da tutti e in ogni modo) di Facebook, ho cercato, mentre lo usavo come mezzo di diffusione di alcuni contenuti che producevo, di osservare quello che accadeva tra profili, bacheche, nuove amicizie e tutto il resto del materiale che circola tra le pagine della piattaforma ideata da Zuckerberg nel 2004.

Quell'altro Mulino
, April 21, 2011

Nell’ambito delle varie celebrazioni per il centocinquantenario dell’Unità italiana, sarebbe importante riscoprire opere nate con l’intento di raccontare la parabola storica del nostro Paese in un’ottica precisa ma non ristretta, locale ma non avulsa da un contesto più generale: opere "epiche", spesso dimenticate, nel senso che a questa categoria si può assegnare dopo la diffusione del grandioso modello di romanzo-epos, rappresentato in primis da Guerra e pace. Una di queste opere è sicuramente Il Mulino del Po di Riccardo BacchelliUna grande epopea padana che ebbe per i fondatori del "Mulino" un ruolo centrale.

Dopo Fukushima
, April 15, 2011

I tragici eventi di Fukushima si sono verificati in un momento in cui la tecnologia nucleare stava vivendo una sorta di rinascita, dopo gli anni di paura, prima, e disinteresse, poi, seguiti alla catastrofe di Chernobyl. Le prime reazioni da parte dei Paesi nuclearisti, o da parte dei Paesi che, come l’Italia, si preparano a esserlo, sono state quelle di attuare rigidi controlli alle centrali esistenti e di riconsiderare almeno in parte i loro programmi nucleari.

Aspettando il 3091
, April 13, 2011

Non è raro di questi tempi sentir parlare di “età barbarica” e “invasioni barbariche”, non solo nel senso più generale dei film del regista canadese Denys Arcand (e del programma televisivo di Daria Bignardi), ma con specifico riferimento alla cultura dell’immagine e del progresso tecnologico che uccide quella secolare del libro.

«Simili ad Attila, distruttore di civiltà, stiamo diventando noi. Non lo siamo ancora, ma i sintomi sono gravi: il tentativo di annientare la cultura classica senza la quale la scienza e la tecnica possono trasformarsi in una fabbrica di mostri; il mercato cinico e selvaggio; la pubblicità urlata; la televisione frenetica, violenta e gesticolante»: così scrive Luca Canali nel suo recente saggio Fermare Attila. La tradizione classica come antidoto all’avanzata della barbarie (Bompiani 2009). Tuttavia il “noi” di Canali, latinista di fama, è una strizzatina d’occhio ai lettori: se leggi Luca Canali, di sicuro non sei un unno che corre ad accaparrarsi il nuovo iPad, ma piuttosto un irriducibile lettore di Tibullo in lingua originale, al limite con la traduzione a fronte di Luca Canali medesimo.

Vietato ai burqa
, February 2, 2011

Anche in Italia si discute dell’opportunità di vietare il burqa alle donne musulmane che vivono sul nostro territorio (si veda, ad esempio, la recente mozione approvata dal consiglio comunale di Sesto San Giovanni, NdR). A tale proposito, in Parlamento è stata avviata la trattazione di diversi disegni di legge. Per l’occasione il governo ha dato un parere favorevole cercando però di “non farne una questione di religione”. Basta non parlare di islam ma di sicurezza e il problema è risolto e diventa legittimo dare il via al divieto.