Rivista il mulino

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la nota
A caccia di nuove idee
, March 9, 2010

Il mese scorso i giornali italiani riportavano un articolo del 15 febbraio pubblicato dal sito inglese Open Democracy nel quale, dopo un’ indagine tra 100 esperti inglesi di politica italiana,  si ponevano dieci domande al più grande partito d’opposizione, il Pd, su come avrebbe gestito il dopo-Berlusconi. Alcune erano rivolte al passato (ad esempio le ragioni della mancata iniziativa sulla  nota dolente del conflitto d'interessi), ma quelle più importanti riguardavano il futuro, i valori ai quali ispirare  l’azione politica, l’esistenza di una “visione”  e di un’idea di giustizia sociale. L’ultima poneva, infine, il problema di un possibile Obama italiano con il carisma adeguato per dare agli italiani il senso di un reale cambiamento. {C}

Il principe e la democrazia
, February 22, 2010

Sanscemo: i detrattori lo chiamano così, il Festival della canzone italiana. Fosse semplicemente un festival scemo, basterebbe forse non seguirlo, ignorarne l’esistenza. E fare altro. Del resto non sarebbe il primo programma scemo, né di certo l’ultimo. Ma (s’è capito, a questo punto il «ma» è d’obbligo) ora è diventato ben più che Sanscemo. Con l’edizione che si è appena conclusa si è assistito a una sorta di trasfigurazione, che ne ha definitivamente modificato i connotati.

Le regionali in Italia e in Francia
, February 16, 2010

Il caso porta i francesi e gli italiani a votare per le regionali quasi nello stesso momento. I primi, il 14 e il 21 marzo, i secondi soltanto una settimana dopo. Certo, esistono differenze notevoli. La Francia rinnoverà l'insieme dei 26 consigli regionali del territorio metropolitano e dell'oltremare. In Italia, sono interessate solo 13 regioni. Le modalità dello scrutinio, nei due casi, associano elementi proporzionali e maggioritari, ma secondo meccanismi differenti. Va poi ricordato che in Italia il potere delle regioni è più forte rispetto alla Francia.

Una «veduta lunga» per Bologna
, February 9, 2010

Per parlare di quanto sta accadendo (e non sta accadendo) a Bologna in questi giorni, siamo andati a trovare nella sua casa di via Zamboni Guido Fanti. Fanti è molto più di un ex sindaco comunista, anche se nella sua analisi, lucida e netta, la grande esperienza politica e amministrativa emerge con chiarezza. È stato sindaco dopo Dozza e prima di Zangheri, e poi primo presidente della regione Emilia-Romagna. Ha lavorato a lungo al Parlamento europeo, dove tra l’altro ha ricoperto il ruolo di vicepresidente. E ancora oggi non solo segue con attenzione la vita della sua città, ma si impegna in prima persona per prospettare possibili soluzioni ai problemi.

Quel comunismo bonario ed efficiente
, February 1, 2010

Le dimissioni del sindaco di Bologna Flavio Delbono per commistioni tra pubblico e privato e rimborsi spese per sé o per la fidanzata-segretaria, hanno catapultato il capoluogo emiliano all’onore delle prime pagine. Un onore amaro, per la verità. Un tempo vetrina specchiata del “comunismo al ragù”, efficiente e onesto, bonario e industrioso, Bologna si trova oggi trascinata nel gorgo delle disinvolture amministrative del suo primo cittadino. Come è potuto accadere tutto questo, si chiedono in tanti, tra lo stupefatto e lo sgomento? Non ci sono risposte univoche, ma non c’è dubbio che Bologna sia vissuta sugli allori del passato per almeno due decenni e forse anche più.