Rivista il mulino

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Michele SALVATI, Capitalismo, mercato e democrazia
, January 28, 2010

Non ci può essere democrazia senza proprietà e mercato. Proprietà e mercatoì vogliono dire capitalismo. Ma il capitalismo contrasta con la democrazia. Come la mettiamo?
La complessa relazione che il capitalismo intrattiene con la democrazia si caratterizza come legame necessario o come contrasto irriducibile? E se sono veri sia il legame che il contrasto, qual è la via d'uscita?

Zygmunt BAUMAN, Modernità e Olocausto
, January 22, 2010

"Un libro che non si può non leggere" (Andrea Casalegno).

Lungi dal costituire un episodio della storia millenaria dell'antisemitismo o un incidente di percorso, una barbara ma temporanea deviazione dalla via maestra della civilizzazione, l'Olocausto è inestricabilmente connesso alla logica della modernità così come si è sviluppata in Occidente. Nella spietata analisi di Bauman, quanto accadde nei campi di sterminio non costituisce una sorta di "malattia" sociale, ma un fenomeno legato alla condizione "normale" della società.

Riccardo BONAVITA, Spettri dell'altro. Letteratura e razzismo nell'Italia contemporanea
, January 10, 2010

A cura di Giuliana Benvenuti e Michele Nani.

Negli anni Trenta la cultura italiana si popola di immagini, stereotipi, schemi mentali che saranno poi selezionati e amplificati dalla propaganda di regime per sostenere la campagna razzista e conferire efficacia, persuasività e immediatezza alle dottrine e alle politiche fasciste.

Michele SALVATI, Capitalismo, mercato, e democrazia
, January 8, 2010

Non ci può essere democrazia senza proprietà e mercato. Proprietà e mercato vogliono dire capitalismo. Ma il capitalismo contrasta con la democrazia. Come la mettiamo?

La complessa relazione che il capitalismo intrattiene con la democrazia si caratterizza come legame necessario o come contrasto irriducibile? E se sono veri sia il legame che il contrasto, qual è la via d'uscita?

Beniamino PLACIDO, La televisione col cagnolino
, January 7, 2010

La televisione è buona, è cattiva? È provvidenziale, indispensabile, catastrofica? È da esaltare, da buttar via? Fa bene, fa male? Accusata di tutto e vista - al tempo stesso - da tutti, la televisione è una sorta di nostra coscienza inquieta. Dopo anni di permanenza davanti al piccolo schermo (e avendo ormai riposto i panni del critico televisivo) Beniamino Placido prova a domandarsi che cosa sia e come funzioni la TV. Lo fa alla sua maniera, che è lieve, indiretta.