Rivista il mulino

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Identità italiana
Parole (disinformate) sull'università
, May 11, 2015

In un articolo apparso il 5 maggio sul “Corriere della Sera”, Roger Abravanel (atteso in questi giorni nelle più prestigiose università milanesi, Bocconi e Politecnico, per la presentazione del suo ultimo libro) ha tra l’altro sostenuto che “la nostra università è gratuita”, che la “colpa è delle tante lauree inutili sfornate da mediocri atenei” e che gli studenti non dovrebbero lamentarsi per “vecchi stereotipi come l’assenza del diritto allo studio”. Partecipando poi la stessa mattina ad una trasmissione radiofonica, come ci informa un tweet di Radio 3, ha affermato che “le scuole del Sud sono al livello dell’Afghanistan”. 

Indicatore che vai, messaggio che trovi?
, May 8, 2015

No, anche se cambiamo panorama, consideriamo 133 Paesi, arricchiamo la gamma di nuovi indicatori, la sostanza del messaggio non cambia: l’Italia non primeggia mai. Recentemente, abbiamo qui ampiamente discusso le (poche) luci e le (molte) ombre dell’Italia digitale,

Cinque pezzi facili sulla legge elettorale
, May 6, 2015

Il dibattito degli ultimi mesi sulla riforma elettorale si è imperniato su affermazioni propagandistiche dell’una e dell’altra parte, che non è difficile smontare senza dover scomodare più di tanto il diritto o la scienza politica. Sono perciò cinque pezzi facili.

Con la legge elettorale che approveremo, i cittadini sapranno chi li governerà il giorno dopo le elezioni”.

Governabilità e bipolarismo nello stivale
, May 4, 2015

Non esiste nessuna Enciclopedia di Scienze Sociali e nessun Dizionario di Politica (meno che mai quello che ho avuto il privilegio di curare insieme a Bobbio e Matteucci, nel quale la voce “Governabilità” è stata scritta da me), che associ la governabilità di un sistema politico, meglio, di una democrazia, al premio di maggioranza, ad un’aggiunta di seggi regalati al partito più grande.

Siam pronti alla vita: sì, ma quale?
, May 4, 2015

Mentre drappelli di squadristi cerebrolesi devastavano Milano, sul palco dell’Expo, di fronte alle autorità della Nazione Unita, bambini angioletto chiosavano con «siam pronti alla vita» l’inno di Mameli. Se a un’auto in fiamme si contrappone lo zecchino d’oro, se a sfidare l’innocenza di un coro fanciullesco è l’immagine di una violenza senza senso, si capisce come l’Expo di Milano abbia vinto dieci a zero la partita mediatica del primo giorno.