Rivista il mulino

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Aspettando la Cei
, March 9, 2011

C’era molta attesa per le parole che il presidente della Cei, nell’aprire il 24 gennaio scorso la riunione del Consiglio permanente, avrebbe dedicato ai “festini di Arcore”. Proprio per questo ho letto per intero e con attenzione la prolusione del cardinale Bagnasco. A giudicare dalle prime reazioni, il cardinale Bagnasco sembra non avere deluso nessuno.

Quando la fede è un affare
Tra religione e marketing
, October 15, 2010

Il rapporto tra religione e marketing è un tema controverso e dibattuto, che tocca tanto i laici quanto i praticanti. A fianco di chi sostiene a gran voce che la fede sia questione di credenze personali e che mai si sporcherebbe nel fango dell’economia, c’è invece chi la incolpa di essersi piegata ormai da anni alle logiche di mercato.

Furiosamente conciliari
, May 24, 2010

Con sorpresa, a mia volta, ho letto sull’ultimo numero di «Reset» l’articolo di Giancarlo Bosetti intitolato: Sorpresa: il Mulino con i laici furiosi. È la polemica, condotta in ben 14 colonne della rivista, introdotta da un sommario che si conclude con queste parole: «In guardia contro la vocazione settaria e perdente di un certo laicismo che un tempo non era di casa sulle pagine di Matteucci, Pedrazzi, Evangelisti e Andreatta».

Un povero crocifisso
, November 9, 2009

Ciò che davvero impressiona nella vicenda della sentenza europea sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche è la paradossale inversione dei ruoli degli attori coinvolti. Il governo italiano rinuncia a difendere il valore costituzionale della laicità della Repubblica e la sacra libertà della scuola sostenendo che la croce, come vessillo dell’unica chiesa nominata nella Costituzione, andrebbe considerata un simbolo dello Stato. La conferenza episcopale italiana dichiara testualmente che il crocifisso  «non è solo simbolo religioso, ma anche segno culturale» e che la sua «esposizione nei luoghi pubblici è in linea con il riconoscimento dei principi del cattolicesimo come “parte del patrimonio storico del popolo italiano”, ribadito dal Concordato del 1984».
È dunque alla laica Corte europea che tocca ricordare ai cattolicissimi italiani che (traduco dal francese della sentenza) «il fatto che la croce abbia anche altre “chiavi di lettura non comporta la perdita della sua connotazione principale, che è religiosa».

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